Strage di militari italiani in Afghanistan: la Fnsi rinvia la manifestazione del 19 a Roma
Pubblicato il 17. set, 2009 da Francesca Romano in Che c’è di nuovo, Che fa il Cdr
ROMA - 17.9.2009 “Con profondo rispetto verso i caduti, nell’espressione di un’autentica, permanente volontà di pace quale condizione indispensabile di una informazione libera e plurale capace di rappresentare degnamente i valori della convivenza civile, la Federazione Nazionale della Stampa Italiana, ha deciso, d’intesa con le altre organizzazioni aderenti (Cgil, Acli, Arci, Art. 21, Libertà e Giustizia e numerose associazioni sindacali, sociali e culturali), di rinviare ad altra data la manifestazione per la libertà di stampa programmata a Roma per sabato prossimo. In un momento tragico come questo ci stringiamo attoniti accanto ai nostri morti in Afghanistan. Sono morti dell’Italia che paga oggi un pesante tributo nella frontiera della sicurezza internazionale e della lotta al terrorismo. Il nostro rispettoso pensiero va subito ai soldati caduti, alle loro famiglie, alle Forze Armate che, in un Paese martoriato, rappresentano la nostra comunità in ossequio a risoluzioni dell’Onu, in una complicata ricerca di una via di uscita dell’Afghanistan dal terrore verso la democrazia. I giornalisti, che hanno pagato alti prezzi di sangue per il diritto-dovere di informare compiutamente i cittadini su dolorose vicende belliche e del terrorismo in ogni parte del mondo, rinnovando la solidarietà e il cordoglio nei confronti di tutti i caduti e delle loro famiglie, riconfermano l’impegno permanente per un’ informazione che dia sempre voce alle ansie, alle speranze, alle idee di tutti.”
















Paola
18. set, 2009
Sono furibonda. E terrorizzata: se la Fnsi rimanda la manifestazione per i 6 soldati morti (soldati morti in un Paese dove c’e’ la guerra: dov’e’ l’anomalia? Non erano mica li’ a distribuire nnoccioline…) vuol dire che in Italia non c’e’ alcuna possibilita’ di avere un’informazione libera. E’ una vergogna di portata gigantesca.
Ho letto sul sito di Articolo 21:” Sabato la manifestazione si poteva fare lo stesso; ma a che prezzo? Per dare l’alibi a tv e giornali nel retrocedere la notizia della manifestazione in ultima pagina? Abbiamo chiesto alla tv pubblica che tanto spazio ha dato al presidente del Consiglio per la sua propaganda mediatica sul terremoto di riprendere in diretta la manifestazione. In questo contesto anche la speranza più flebile della diretta sarebbe stata stroncata sul nascere.” Capito? meglio non fare la manifestazione perche’ non si sarebbe potuto andare in tv. Non gliene frega niente dell’importanza dell’evento, della partecipazione (c’erano 400.000 adesioni), della gente che si era organizzata per esserci, ripresa o noi dalla tv, perche’ dopo 15 anni di Berlusconi e’ persino tardi fare adesso una tale manifestazione… E lo scrivono quello di Articolo 21! Non ho parole.