Gaetano Baldi: i social network aiutano a capire a fondo i problemi reali dei cittadini, senza freni e censure
Pubblicato il 04. ott, 2009 da Francesca Romano in Archivio
Gaetano Baldi
Direttore Responsabile del mensile nazionale Libero Reporter
www.liberoreporter.it
1. Il potere di FB: spaventa i manager di aziende editoriali il diffondersi “virale” di informazioni e conoscenza e soprattutto il social network come aggregatore di soggetti con gli stessi interessi?
Sicuramente il velocizzarsi delle informazioni dovute al proliferare della rete, ha creato non pochi problemi all’editoria “canonica”. A maggior ragione in questo momento storico. I social network hanno impresso ancora una notevole accelerazione della fruizione di contenuti e “pensieri”. Diciamo che l’editoria in genere ha sempre una visione “catastrofica” delle novità che il mondo del World Wide Web impone. Personalmente credo, al contrario, che sia un bene per l’utilizzatore finale (lettore) avere una pluralità di fonti informative libere e sganciate dalla gestione faziosa che normalmente inonda le nostre edicole reali e virtuali. Se per farmi un idea di ciò che accade nel nostro paese, sono costretto a leggere svariate fonti (ognuna delle quali spinge in una direzione diversa e contraria all’altra) non posso che essere contento nello scambiare idee e contenuti con altre persone. I social network mi aiutano nel capire a fondo quali siano i problemi reali di questo paese, le pulsioni dei cittadini, le loro aspettative, perchè permettono in piena libertà di esprimersi al meglio, senza freni e censure; inoltre mi aiutano nello scoprire fatti e disservizi di cui tutti, più o meno, siamo vittime: ovviamente per noi che rappresentiamo il mondo di coloro che contribuiscono all’informazione, questa veicolazione di idee e notizie dovrebbe essere manna che cade dal cielo; diversamente, per il soggetto editante, diventa un problema la circolazione di contenuti che spesso e volentieri si cerca di occultare, per svariati motivi che non serve elencare, per non scontentare uno o più potentati politici ed economici a cui si è legati per ideologia o per business. Dietro la falsa motivazione della chiusura all’accesso dell’utilizzo dei social network, perchè rendono “improduttivi” i dipendenti che vi accedono, si nasconde in realtà la volontà di occultare il libero pensiero e la relativa veloce espansione delle idee. Questa credo sia la vera censura dell’Art. 21 (”Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”) della nostra Costituzione. La libertà di stampa infatti non credo sia in pericolo; è in pericolo la libertà di pensiero e di confronto.
2. È possibile diffondere virus attraverso i social media?
Per quello che mi risulta no, o almeno non mi è mai capitato di avere “problemi virali” nel computer attraverso questi canali.
3. Se sì, quanto il Mac può essere soggetto all’attacco dei virus provenienti da Fb, Twitter o altri?
Non credo ci sia differenza tra Mac e Pc. Del resto è opinione comune, ma non ci sono prove tangibili che supportano tale tesi, che coloro che “inventano” le difese contro i virus informatici, sono coloro che li creano per generare il bisogno di protezione ed entrambe le piattaforme utilizzano gli stessi software di protezione… Un business senza fine. Ma credo che i social network, al momento, siano immuni da tale problema.















