Davide Camarrone: arretratezza culturale tra compressione ed evasione dal lavoro
Pubblicato il 04. ott, 2009 da Francesca Romano in Archivio
Davide Camarrone
Giornalista Rai e scrittore
Latinera
1. Il potere di FB: spaventa i manager di aziende editoriali il diffondersi “virale” di informazioni e conoscenza e soprattutto il social network come aggregatore di soggetti con gli stessi interessi?
C’è un’arretratezza culturale generale, che non riguarda soltanto il profilo della, per così dire, evasione lavorativa: non si comprende cioè l’importanza del liberare il lavoro dalle sua caratteristiche di compressione della creatività personale (ci son di quelli che incentivano comportamenti “trasgressivi”, sull’abbigliamento o il rapporto tra impiegati e quadri, e quelli che largheggiano in benefits - palestre, asili, locali di svago, soste lavorative); ed in più, e nel mondo giornalistico è gravissimo, si teme un fluire di informazioni “pericolose”: in generale, naturalmente (e questo potrebbe far “esplodere” la programmazione elusiva degli argomenti dei quali ci si occupa in una redazione), e in particolare - attenzione - sulle condizioni di lavoro e la libertà delle singole redazioni. Il sindacato è ottocentesco, quando non è asservito, e non ha alcuna capacità ideativa, al riguardo.
2. È possibile diffondere virus attraverso i social media?
Credo di sì.
3. Se sì, quanto il Mac può essere soggetto all’attacco dei virus provenienti da Fb, Twitter o altri?
Mi pare che i Mac siano in generale più impermeabili dei Pc.















