“La colpa di Otello” a Londra

Posted on settembre 18, 2016 in events

Dopo il Teatro greco di Segesta, il monologo La colpa di Otello con Marco Gambino e la regia di Roberto Cavosi va in scena dal 20 settembre al 1 ottobre al Rose Theatre Bankside

Video e intervista di Francesca Romano

Un attore, una scarna scena e il paesaggio naturale che circonda il teatro di Segesta sono gli elementi di un dramma antico eppure così moderno: la colpa di un uomo che per gelosia uccide la moglie. Una recitazione intensa quella di Marco Gambino, attore palermitano che vive a Londra da molti anni. Il testo è stato adattato dal regista Roberto Cavosi dall’originale di William Shakespeare The Tragedy of Othello, the Moor of Venice, scritto nel 1603.
Sul palcoscenico Gambino è un moderno galeotto con le catene ai piedi, nella cella di un carcere di massima sicurezza. Gli elementi di scena, simbolicamente, accompagnano la recitazione del dramma, come il latte che sottintende la purezza della vittima Desdemona. Gambino in cella espia la pena che si è meritato per l’atroce quanto “inutile” uxoricidio. E lì rivive i tormenti che l’hanno portato al folle gesto. Interpreta due protagonisti – “la colpa” (Otello) e il “male” (Iago) – e ripercorre la tragica sequenza di sentimenti e suggerimenti dell’alfiere Iago fino alla decisione ultima.
«Una donna che potrebbe tradire altri uomini deve morire»: sono parole che non lasciano scampo a Desdemona uccisa dal marito per un tradimento mai consumato, come se l’onore di un uomo o meglio di tutti gli uomini fosse più importante della vita di questa donna. La cattiveria di Iago si insinua nelle pieghe di un amore passionale fino a trasformarlo in morte, forse potrebbe essere anche l’odio per il diverso, il moro, che ha sposato la bella e bianca Desdemona il vero movente di Iago.
Dopo aver vissuto le scene di quest’opera durante le prove e la ripresa fotografica ho fatto a Marco qualche domanda.

Una mini biografia di Marco Gambino, il tuo presente e i tuoi futuri progetti
Sono nato a Palermo da una madre straordinariamente creativa dalla quale ho ereditato l’amore per il palcoscenico e l’arte in generale. Durante gli studi in legge iniziai a lavorare a Palermo in una piccola compagnia di Teatro con la quale mettemmo in scena Spirito Allegro di Noel Coward che portammo in tournée in Italia. Vivo a Londra da più di 20 anni e non è stato facile. Ci sono voluti anni di lavoro su me stesso per rendermi un attore unico e interessante in un paese dove il Teatro è una delle principali fondamenta della cultura.
I progetti futuri sono sempre troppi. In novembre farò il secondo tour in Brasile con Invitation au voyage, un recital di musica classica e poesia che il pianista Marcelo Bratke e io abbiamo creato qualche anno fa. Poi sarò impegnato sul nuovo adattamento inglese di Parole d’onore e su un monologo sul giardino come ultimo rifugio al quale tengo in maniera particolare.

Come attore hai già affrontato Shakespeare?
Chi fa il mio mestiere non può non essersi cimentato con Shakespeare almeno una volta. Anni fa mi capitò di lavorare a Milano con una compagnia di attori specializzata in Teatro in lingua originale. Fu lì che feci il mio primo grande incontro con Giulio Cesare in cui interpretavo Bruto.

Entriamo nel dettaglio de “La colpa di Otello” e del tuo incontro con Roberto Cavosi
Con Roberto è stato “un colpo di fulmine”, sia dal punto di vista umano che professionale. L’ho incontrato qualche anno fa a Londra nell’ambito di una rassegna su Pirandello, interpretavo in un suo monologo il figlio di Luigi, Stefano Pirandello. Roberto me lo fece recitare su una sedia perché secondo lui quella era la posizione ideale per esprimere la frustrazione di un figlio schiacciato da un padre impossibile. Nella scrittura di Roberto c’è sempre qualcosa che mi sorprende. A volte la sorpresa arriva inaspettata, altre volte travolge come una valanga. Nel suo adattamento dell’Otello di Shakespeare la tempesta dei sentimenti commuove, esaspera e conquista sin dal primo istante.

“La colpa di Otello” è nata da te o dal regista?
Quando un anno fa Roberto mi accennò alla sua idea di adattare l’Otello di Shakespeare facendone un monologo in cui Iago e Otello sono lo stesso personaggio, mi entusiasmai immediatamente al progetto offrendomi di partecipare con lui alla produzione italiana e inglese dello spettacolo. Da bambino il mio passatempo preferito era quello di interpretare le mie marionette con voci diverse.
Recitare oggi Iago e Otello contemporaneamente è stata un’idea di Roberto che conosce la mia predisposizione a interpretare diversi personaggi allo stesso tempo come in Parole d’onore.

È la prima volta che ti misuri con un personaggio così tormentato?
C’è sempre un filo di tormento nei miei personaggi, una malinconia sottile che da buon siciliano conosco bene e alla quale in fondo sono affezionato. Solo dal tormento può nascere la felicità vera e piena. Il tormento dà spessore, illumina. È verità.

Il senso di colpa genera mostri o redime chi ha commesso delitti gravi?
Il senso di colpa può rappresentare uno degli aspetti più intrusivi e limitanti degli esseri umani, e sono convinto che sia uno degli ostacoli più grandi alla redenzione. Il senso di colpa è spesso causa di depressioni laceranti che solo gli spiriti saldi possono riuscire a vincere, senza garanzia di redenzione.

Cosa cambierà dalla rappresentazione di Segesta alla rappresentazione londinese al Rose Theatre Bankside?
Il Teatro antico di Segesta con il suo straordinario spazio all’aperto e la drammatica bellezza del paesaggio in cui è inserito da secoli ha conferito al racconto di Otello un’epicità senza pari. Al Rose Theatre Bankside, primo teatro Tudor di Londra, le cui fondamenta furono scoperte negli anni ’80 del secolo scorso, Otello vivrà il suo dramma in maniera più intima e umana.

I costumi e la scenografia collocano nel presente il dramma: dopo 413 anni l’onore di un uomo è ancora tanto importante?
Dice Iago «l’onore è una qualità che non si vede e spesso ce l’hanno coloro che non ce l’hanno.» Ogni volta che pronuncio questa frase non posso fare a meno di pensare alla sua grande attualità. L’onore, c’insegnano, è una disposizione d’animo. Conduce sempre al rispetto. Anche quello dei nemici più acerrimi che solo in suo nome rinunciano talvolta alla vendetta. Ma quante volte, mi chiedo, questo meraviglioso ideale viene ignorato, travisato, preso in ostaggio da sentimenti opposti che camuffandosi a bella posta dietro le sue spoglie ci inducono ad azioni e comportamenti in nome di un sentimento sbagliato e che niente ha a che vedere con quel valore supremo che è l’onore.

Sono stati 55 minuti di recitazione con musiche originali del compositore Alfredo Santoloci, direttore del Conservatorio di Santa Cecilia di Roma e con i costumi di Marina Roberti, costumista cinematografica. Lo spettacolo è stato creato per le Dionisiache 2016 nell’ambito del Calatafimi Segesta Festival in un’unica rappresentazione il 10 agosto 2016.

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Othello’s Guilt – dal 20 settembre al 1 ottobre 2016 al Rose Theatre Bankside, Londra
Othello’s Guilt, Oltreconfine Theatre.

Con Marco Gambino
Adattamento e regia di Roberto Cavosi
Traduzione testi di Loredana Ottomano
Musiche di Alfredo Santoloci
Costumi di Marina Roberti
Assistente alla regia Claudia Puglisi
Foto di scena e video di Francesca Romano
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Link:

Thetravelnews.it
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Backstage, foto qui.