Miroslaw Balka CROSSOVER/S

Hangar Bicocca - Milano | A cura di Vicente Todolí, dal 16 marzo al 30 luglio 2017

Una mente inquieta Balka, con l’intento di inquietare le coscienze, sempre che lui creda che siano ancora sveglie. Forse le pareti di sapone non sono poi così allusive soltanto della orribile fine di milioni di persone innocenti. Il ripetersi in loop della frase del primitivo gerarca nazista (Il piccolo video) rimanda a un’assenza totale di coscienza, forse quelle pareti insaponate sono la coscienza che non ha valori, né appigli e non riesce a vedere un errore di proporzioni macroscopiche. L’artista ci dice che le proporzioni riguardano la storia e la percezione che ne abbiamo, lui dà ai titoli le misure delle sue opere e le proporziona al suo essere fisico, a se stesso, in questo enorme spazio è incapace di accettare che altri uomini che toglievano la vita abbiano potuto farlo in misura così gigantesca. Nel buio della coscienza e nel suono sordo della tavola che sbatte per terra, no, la fontana non può più lavare le coscienze di nessuno, è lì che sputa acqua nera.

© Francesca Romano, 2017

 

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